Cosa Vedere

Chiesa Madre- Piazza Duomo

La Chiesa Madre risale al 1629 lo stesso anno in cui fu fondato il paese. Lo stile architettonico della facciata si divide in due ordini: la parte inferiore dalla base sino al primo cornicione è di stile Corinzio, tutta le rimante parte superiore è di stile composito. Tra le opere che vi si possono ammirare segnaliamo le statue dello scultore castelterminese Michele Caltagirone detto “il Quarantino” e le tele del Velasquez.

Chiesa San Giuseppe – Corso Umberto

Venne costruita nell’anno 1641. Costruita su di un poggio roccioso, vista dalla piazza Duomo mostra tutta la sua bellezza architettonica nello splendido stile Barocco siciliano. Il suo prospetto semi – circolare è ricco di colonne, lesene di trabeazioni, di cornici, di balaustre. Il suo prospetto è, da anni, riprodotto in quasi tutte le scenografie delle trasmissioni televisive RAI del castelterminese Michele Guardì.

Antiquarium- via Nicolò Cacciatore

Aperto da poco un piccolo Antiquarium ubicato in un palazzetto di fine XIX secolo, di proprietà del Dott. Michele Guardì. Articolato in 3 piccole sale, ospita una selezione delle collezioni archeologiche provenienti dagli scavi effettuati  a monte Rovereto e contrada Sanfilippo, costituite da reperti archeologici molti di notevole pregio e rarità.

Eremo di Santa Croce – a 3 km da Casteltermini

È l’unica Chiesa del paese a non avere una precisa data di nascita. Sorge a 3 Km dal centro abitato e vi si custodisce una grande croce lignea, che alcuni esami al C14( Istituto Internazionale Ricerche Geotermiche di Pisa) ne fanno risalire l’età del legno e probabilmente anche la costruzione all’anno 12 d.C. conferendole il titolo di Croce Paleocristiana essendo la più antica al Croce al mondo di cui si conosca l’esistenza.

Casale Arabo Chiudia

Nel  1629, data di fondazione del paese, gli abitanti del vecchio casale arroccato, nella parte alta del paese, costruirono in cima alla rocca più grande una chiesetta dedicata a San Vincenzo Ferreri protettore di Casteltermini e discendente dalla famiglia del principe. Venne costruita in alto proprio per essere vista da ogni luogo del paese e proprio perché da questa altezza  il Santo potesse vigilare meglio sui suoi protettori. All’interno del simulacro infatti vi si custodisce una piccola statua del santo patrono. Questo è il punto più alto e più antico di Casteltermini e costituisce oggi il centro storico della città.

Museo Etnografico

                                                                                                                                                                                   Il museo etno-antropologico dei materiali della civiltà contadina e dei mestieri, ha origine nel maggio 2011, come attività di volontariato dell’A.A.C. e della Pro Loco,  per la tutela e la conservazione della cultura popolare del passato. Le testimonianze del lavoro della terra e dei mestieri della vita quotidiana, sono state raccolte con l’intento di non disperdere questi beni materiali, dall’incuria, dall’abbandono e dall’egoismo dell’uomo. Gli antichi mestieri, fanno ormai parte della nostra storia. Molti di essi sono del tutto scomparsi e rivedere gli oggetti, le foto, i documenti, rende il percorso reale ed emozionante a ricordo del passato.

 

Miniera Cozzo Disi

Casteltermini è stata per circa due secoli uva delle città con più alta produzione di zolfo in Italia, grazie alle numerose miniere sparse per il suo territorio, tra cui la più importante è quella di Cozzo Disi. Essa ha rappresentato il motore dell’economia cittadina. L’attività estrattiva iniziò i primi dell’800 quando il Conte della Bastiglia, proprietario di quel feudo, fece eseguire i lavori di scavo di una galleria, dopo aver notato uno strato di zolfo alla base della montagna Monterlongo. Cessò poi l’attività nel 1988 a causa di spiegate e note ragioni di mercato. Adesso si stanno ripristinando le zone della miniera che diverranno fruibili a livello turistico diventando l’unica miniera museo di zolfo visitabile in sottosuolo addirittura fino al 12° livello.