Personaggi Illustri

Antonino Petyx

Nacque a Casteltermini il 5 giugno 1874.

A venticinque anni si iscrisse nell’Ordine Secolare Francescano, presso la chiesa dei Frati Minori, detta La Gancia, a Palermo.
Alla scuola di S. Francesco raffinò il suo spirito, distaccandosi sempre più dalle consistenti ricchezze terrene ereditate, per farne strumento di bene in mezzo ai poveri.

È un blasonato che non pensa ad altro che ai poveri. Molte iniziative caritatevoli dell’epoca portano la sua firma: il segretariato dei poveri, il guardaroba per gli indigenti, le visite agli ospedali e alle carceri, la biblioteca educativa itinerante, il patronato per giovani operai, le scuole serali, l’ oratorio festivo, il circolo operaio.

Cofondatore delle Conferenze di S. Vincenzo de’ Paoli a Palermo fu promotore di istituzioni sociali, senza trascurare la formazione culturale di giovani ed adulti.

Morì a Palermo il 18 ottobre 1935 e il suo corpo riposa nella chiesa dei Frati Minori, S. Maria degli Angeli “La Gancia”, nella cappella dedicata alla Vergine Immacolata.

Venerato come servo di Dio dalla Chiesa, la causa della sua beatificazione, iniziata nel 1965, è ancora in corso e  suscita in tutti coloro che lo hanno apprezzato per le sue opere caritative, il desiderio di vederlo salire alla gloria degli altari

Chi lo ha conosciuto non ha dubbi: era un santo.

 

Giovanni Agostino De Cosmi

 

Nacque a Casteltermini il 5 luglio 1726.

E’ stato un pedagogista e filosofo italiano.

Fu un’imponente figura della cultura siciliana nel XVIII secolo. Si formò nel Seminario di Agrigento dove studiò lettere, filosofia e teologia.

L’ambiente in cui avvenne la prima fase della formazione fu tradizionalista, ma grazie alla propria curiosità naturale, il giovane De Cosmi, recepì e fece proprie alcune idee illuministiche che cominciavano a diffondersi in Sicilia.

Nel 1752 venne nominato curato-economo della chiesa di Casteltermini e tre anni dopo il vescovo gli conferì la cattedra di retorica nel seminario di Girgenti.

Nel 1765 venne eletto predicatore della cattedrale di Catania e divenne in seguito Rettore  dell’Università degli Studi di Catania; nel 1788 ricevette da Ferdinando di Borbone l’incarico di scrivere il piano regolatore delle Scuole Normali dell’Isola di cui ne divenne direttore generale.

Fu così che il De Cosmi si dedicò all’incremento delle Scuole Normali in tutta la Sicilia.

Ed è proprio a lui che si deve la fondazione delle Scuole Elementari in Sicilia molte delle quali sono a lui intitolate.

La sua idea di scuola era quella di un’aula pulita e ordinata, dove si imparava a leggere, scrivere e far di conto e stimolare la curiosità dell’allievo attraverso una varietà di attività come il teatro, la musica, il disegno e le attività fisiche.

De Cosmi proponeva ai maestri italiani un metodo nuovo nella convinzione che l’apprendimento della lingua italiana fosse l’unico strumento per superare l’ignoranza che sottometteva le masse popolari. De Cosmi promuoveva una scuola nazionale e pubblica che nasceva dall’esigenza di realizzare un’istruzione allargata a tutte le classi sociali e non più ristretta soltanto ad una fascia elitaria della popolazione.

Secondo lo storico Francesco Renda il De Cosmi fu un “grande pedagogista, il primo e il più geniale del regno meridionale e uno dei primi e più geniali del Settecento italiano”.

Morto a  Palermo nel febbraio  1810,  la sua salma venne seppellita nella chiesa di S. Maria di Gesù.

 

Ignazio Sanfilippo

 

Ignazio Sanfilippo nacque a Casteltemini il 27 agosto 1857.

Di nobile e facoltosa famiglia fu uno studioso di geologia e profondo conoscitore dell’arte mineraria.

Venne chiamato, nel 1876, a dirigere le miniere di zolfo di Scironello e Cozzo Disi e, successivamente, quella di San Giovannello .

Agli inizi del 1900  ricevette dal Governo Giolitti l’incarico di effettuare delle esplorazioni scientifiche in Tripolitania e Cirenaica per accertare l’esistenza di zolfo e fosfati nel sottosuolo della futura colonia italiana.

Era uno dei massimi esperti di miniere di zolfo della Sicilia.

Proprietario di solfare, era diventato un tecnico preparatissimo e innovatore: per le sue riconosciute capacità  manageriali e tecniche era stato chiamato da Ignazio Florio  a dirigere la Società  Generale degli Zolfi

Il re lo decorò  personalmente con la croce di Cavaliere dell’ Ordine Coloniale della Stella d’ Italia:

Ignazio Sanfilippo morì a ottantasei anni il 26 marzo del 1943.

La sua storia è stata recentemente raccontata in u libro intitolato  “Ignazio Sanfilippo – Un Gattopardo nel deserto” – scritto dal pronipote, Vincenzo Ferrara.

 

Franco Catalano

Franco Catalano nacque a Casteltermini l’ 8 aprile 1940. Negli anni settanta ricoprì alcuni incarichi sindacali  e fu componente del Consiglio dell’Azienda Provinciale per l’incremento turistico di Agrigento.

Portato per la recitazione e la rappresentazione comica, dal 1980 si dedica all’attività cabarettistica e teatrale e, con passione, interpreta l’anima popolare, mostrandone umori, contraddizioni e difetti.

Così, da vero giullare, recita sui vari palcoscenici di paesi e  città, rappresentando vari personaggi e generi diversi, sapendo esaltare il farsesco, il  grottesco e l’esilarante modo dell’essere siciliani.

La sua fu una maschera facciale di immediata comunicazione per la simpatia e per le innumerevoli espressioni che riusciva ad assumere.

Ha recitato con attori di alto livello artistico come Nino Castelnuovo e Michele Placido e ha lavorato in film diretti da registi come Camilleri, Scimeca, Tornatore.

Una segnalazione particolare meritano  “Placido Rizzotto”,  film per il piccolo schermo e “Amico mio”, fortunata fiction di Rai 2 .

Un film storico, che lo ha portato a essere un “attore da pellicola Oscar” è “Nuovo Cinema Paradiso”.

Prematuramente scomparso il 16 settembre 2000, l’indimenticabile maschera di Giufà ha dedicato tutta la vita al teatro, ma anche alla televisione e al cinema.

Lo si può annoverare tra i migliori attori comici che possa vantare la terra di Sicilia.

 

Francesco Lo Bue

 

Francesco Lo Bue è nato a Casteltermini. Per circa vent’anni ha esercitato le funzioni di Segretario Generale nel nostro Comune dove, nel 1975, ha concluso una lunga e brillante carriera amministrativa, iniziata venti anni prima in altri comuni della Sicilia. Per merito dell’attività svolta di Segretario Comunale Generale, nei vari Comuni, il Lo Bue, su proposta del Ministro dell’Interno, venne nominato, dal Presidente della Repubblica, Cavaliere al merito.

Fu reduce dalla Campagna di Russia, alla quale prese parte con l’Armata Italiana con il grado di Sottotenente-Comandante del  Reggimento. “Vicenza”, e raccontò in un libro da lui pubblicato “La luna sul Don”, il doloroso e drammatico ricordo di quella esperienza.

Appassionato studioso e infaticabile cultore di memorie patrie, ha dedicato lunghi anni e studi a ricerche storiche, politiche, civili e tradizionali che gli hanno consentito la pubblicazione di “Casteltermini nel ‘900- dalla fine della grande guerra alla caduta del Fascismo”.

Altre pregevoli  pubblicazioni riguardano gli innumerevoli opuscoli aggiornati in varie edizioni de “La festa di Santa Croce e la sua Sagra”.

Ancora da menzionare sono ” Leonardo Vitellaro e la sua poesia “, una raccolta di poesie in onore del poeta locale dialettale e una raccolta di poesie dal titolo “Ricordi della mia terra “.

Una pietra miliare  rimane “Uomini e fatti di Casteltermini nella storia

moderna e contemporanea “, un ‘opera in due volumi, riccamente illustrata che è stata premiata come migliore opera di storia patria in un  Concorso Regionale.

Morto a Casteltermini il ————– rimangono le sue pubblicazioni, intrise di amore per la storia, per i personaggi e gli avvenimenti della nostra Casteltermini.

Michele Caltagirone

Inteso Quarantino, scultore (1854-1928)

Michele Caltagirone detto Quarantino nacque a Casteltermini il 2 Febbraio 1854. Fin da bambino coltivò la passione per l’arte della scultura, ma solo durante il servizio di leva potè ammirare da vicino, visitando chiese e musei in diverse città italiane la bellezza e la perfezione di tante opere. Quando tornò al suo paese, il Quarantino era così abile che pareva avesse studiato l’anatomia umana, la composizione dei colori e i materiali su cui lavorare.

Per un periodo visse a Palermo, dove conobbe scultori come  Benedetto Civiletti e Vincenzo Genovese che contribuirono alla sua crescita artistica. Tornato  definitivamente a Casteltermini, modellò e colorò le prime statuine, le prime pecorelle e i primi pastori per un Presepe in miniatura.

Molte statue oggi  sono conservate nella Chiesa Madre: La Madonna del Rosario con San Domenico e Santa Caterina, Santa Rosalia, Santa Lucia, La Sacra Famiglia, Sant’Antonio di Padova, Sant’Antonio Abate, La Madonna della Catena e la bellissima statua del Nazareno, l’unica eseguita in cartapesta.

Chiusa, invece, in una grande teca di cristallo vi è riprodotto in dimensioni ridotte “Il Cenacolo” di Leonardo da Vinci, realizzato in terra cotta colorata.

Una considerevole parte della sua produzione ha trovato sistemazione presso l’Antiquariun e la Biblioteca Comunale

Altre sue opere sono conservate in altre chiese della Sicilia.

Morì il 1° Gennaio 1928.

Niccolò Cacciatore

nato Casteltermini il 26 gennaio 1770 è stato un valente astronomo italiano. Le sue ricerche, le sue scoperte e le numerose pubblicazioni hanno portato un valido contributo al progresso scientifico dell’astronomia moderna.

Destinato dai genitori alla carriera ecclesiastica, Niccolò Cacciatore studiò matematica e fisica a Palermo. Qui conobbe Giuseppe Piazzi, Direttore dell’Osservatorio Astronomico di Palermo che lo incoraggiò a frequentare la Specola, dove cominciò a lavorare come assistente nel 1800.

In seguito divenne direttore dell’Osservatorio .

Come astronomo,il Cacciatore è ricordato per aver contribuito alla compilazione dei due cataloghi stellari.

Fu membro della Reale  Società di Londra, Professore di Astronomia all’Università  di Palermo, rappresentò la città al Parlamento di Napoli e fu nominato cavaliere del reale Ordine di Francesco I.

Ha pubblicato tra l’altro: “Riflessioni sul prossimo ritorno della cometa di Halley” – “Storia dell’astronomia Siciliana dal 1800 al 1836” – “Sull’origine del Sistema Solare ”.

All’Università degli studi di Palermo si può ancora oggi ammirare un prezioso mezzobusto in marmo raffigurante l’illustre astronomo castelterminese.

Morì a Mezzomorreale nel 1841 ed è sepolto a Palermo nel cimitero di Santa Maria del Gesù.

Gaetano Di Giovanni

gaetano di giovanni

Nato a Casteltermini   nel 1831.

Storico, folclorista e cultore di storia patria fu apprezzato da tanti storici siciliani tra cui Giuseppe Pitrè e Americo Amari. Fu il primo a studiare e a far conoscere le fiabe, i canti, gli usi le credenze del popolo agrigentino, e in particolare di quello castelterminese.

Fu un grande collaboratore della “Biblioteca delle tradizioni popolari siciliane” pubblicata dal Pitrè, insieme al quale è considerato uno dei più illustri folcloristi della Sicilia.

Fu autore di numerosi scritti tra cui “Notizie storiche su Casteltermini e suo territorio” e  “La vita e le opere di Giovanni Agostino De Cosmi”.

 

Per ricordare il nome di un così illustre cittadino, nel 1958,  l’Amministrazione Comunale, presieduta dal Sindaco Giuseppe Schifanella, fece appore una lapide in marmo sulla facciata della sua casa natale. Inoltre a lui venne intitolata una via ad essa adiacente.

Anche un plesso del nostro istituto comprensivo porta il suo nome.

 

Morì a Noto nel 1912 e la sua salma fu trasferita a Casteltermini dove il 28 luglio ebbero luogo i solenni funerali.

Inizialmente fu sepolto al cimitero comunale, in seguito nel 1935 la sua salma venne tumulata all’interno della Chiesa Madre dove fu eretto un busto marmoreo a sua memoria.

Enzo di Pisa

Nacque a Casteltermini nel 1945. Laureatosi in Medicina, conseguì la specializzazione in odontoiatria e fu assistente universitario presso l’ateneo palermitano. La vita artistica di Enzo Di Pisa è legata a quella di Michele Guardì, suo cugino. Infatti dotato di spiccate doti artistiche, realizzò con lui una serie di spettacoli teatrali, radiofonici e televisivi di successo. Dopo aver mosso  i primi passi nel mondo del teatro a Casteltermini, ideando un nuovo tipo di spettacolo satirico musicale dal titolo “Cantarido”, si trasferì ad Agrigento dove diede vita nel 1966 al cabaret satirico il Punicipio. Nel 1969 inizia a collaborare con la sede Rai della Sicilia come autore di trasmissioni radiofoniche e nel 1977 venne assunto in RAI dove partecipa alla stesura del varietà televisivo “Secondo voi” abbinato alla lotteria di Capodanno e presentato da Pippo Baudo. Non mancarono collaborazioni con Pino Caruso, Oreste Lionello, e Antonello Falqui che ottennero grossi successi.
La sua carriera fu stroncata la notte tra il 22 ed il 23 dicembre del 1978 nella sciagura aerea di Punta Raisi in cui perse la vita assieme alla moglie e alla figlia. Di lui rimane la memoria dello scrittore di opere teatrali cariche di umorismo e satira tali da essere rappresentati nei migliori teatri di Agrigento, Palermo e Roma e di un valente autore di testi televisivi.
A Casteltermini nel 1996 è stato istituito il <Premio Enzo Di Pisa>, rassegna teatrale alla quale concorrevano valide compagnie teatrali della Sicilia. Purtroppo da alcuni anni non viene più riproposta e sarebbe il caso di ripristinarla.
Per non dimenticare un personaggio che ha onorato Casteltermini rimane il Cineteatro, a lui intitolato nell’anno 2000.

 

 

 

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